Cultura · Musica · Racconti

La Sostituzione della Vergine Ifigenia

Studiare con la musica alta, c’è chi ci riesce, ma con Robert Plant che si lamenta della diga che si sta rompendo (link), forse è chiedere troppo.

La luna era rossa, a causa di certe congiunzioni astrali che non sto qui a dirvi, l’estate attendeva di poter fare il suo ingresso trionfale dalle porte laterali delle villosità ascellari umane. Attilio Serpiotti rivedeva per l’ultima volta le pagine del manuale di Storia delle Sostituzioni II, casi. Aveva esame in Facoltà, l’indomani. E pur avendo studiato e ripetuto tutto il testo – ben milletrecento pagine – gli mancava ancora qualcosa: gli appunti delle lezioni, presi da un amico di cui è inutile menzionare il nome in questo contesto. Attilio era andato a farseli fotocopiare, nel pomeriggio, ma ancora non aveva avuto tempo di dargli un’occhiata. Alle tre e un quarto tirò fuori i fogli non rilegati dalla busta di plastica che illecitamente ancora era in circolazione, malgrado le norme comunitarie che la riguardavano fossero già applicabili nel territorio nazionale.

Lo sguardo perplesso di Attilio passò in  pochi istanti dal sorpreso all’incredulo e non smetteva di strabuzzare gli occhi, mentre teneva in mano quel malloppo di documenti…

No, non erano gli appunti della materia, quelli.

Il ragazzo corse subito a chiudere tutte le imposte e spense le luci. Con una torcia tascabile prese a leggere il testo, la mano era tremolante di paura:

… … …

Il Documento:

“Data: Amarilli, 16/06/2112

Gruppo Sovversivo Letterario (G.S.L.)

Piano eversivo dell’ordine precostituito per mezzo dell’utilizzazione impropria di poesia in ottava siciliana. Segue programma di movimento: Sei note annunciatrici televisive affiliate del nostro gruppo, già infiltrate da tempo nelle sei reti nazionali di comunicazione di massa, dopo il quiz televisivo di mezza-serata, alle 21.06, usciranno dai loro camerini all’apparente scopo di annunciare ai telespettatori i programmi della prima serata. Giunte davanti alle telecamere fisse del rispettivo canale di appartenenza, cominceranno a declamare in greco classico il programma politico dell’anzidetto G.S.L.

Ore 21.07: contemporaneamente, gli inservienti e l’impresa di pulizia (nostri infiltrati), avendo già fatto ingresso nei rispettivi stabili delle Reti Televisive, avranno preso possesso delle postazioni loro già precedentemente assegnate in messaggio precedente.

Ore 21.08: gli inservienti e l’impresa di pulizia immobilizzano i servizi di sicurezza ponendogli la domanda: “Quanti bivi ci sono nel giardino dei sentieri che si biforcano?”.

Ore 21.10: dopo tre minuti e trentacinque di versi, il telespettatore non ha ancora percepito la gravità del momento ma ha notato variazioni nella programmazione serale.

Ore 21.11: Venti uomini del nostro reparto operativo, scortando il nostro Presidente-non ancora eletto Ermete Carpocrate, fanno il loro ingresso nelle sei sedi occupate urlando a casaccio passi del Barone Rampante.

Ore 21.12: lo spettatore è turbato, non ha ancora visto iniziare, nei vari canali televisivi, rispettivamente:

–         Rete 1: fiction/giallo, già risolto sin dall’inizio per non forzare le capacità intellettive dello spettatore.

–         Rete 2: Reality Show ambientato nel cesso della stazione ferroviaria.

–         Rete 3: Programma di intrattenimento anticomunista.

–         Canale 4: Intrattenimento vario con sederi in mostra.

–         Rete 5: Intrattenimento vario con seni in mostra.

–         Canale sei: Intrattenimento vario con seni e sederi protagonisti e in mostra.

Ore 21.13: Il nostro Presidente-non ancora eletto, viene annunciato dalle sei affiliate-annunciatrici, che hanno così terminato il loro reading.

Ore 21.14: Il Presidente-non ancora eletto comincia ad esporre pubblicamente e televisivamente la sua poesia programmatica.

Segue poesia:

Riflessioni (a Bernardo)

Camminavo senza neanche badarvi,

riflettevo sulle cose del mondo

e altro che non sto a raccontarvi.

Cose come tigri che tutt’in tondo

son avvolte in striature turchine, e cervi

e corvi che singolarmente volando

vanno a posarsi sui rami impervi

della casualità, di quando in quando.

 

Io che riflettevo su tali cose

dinanzi ad uno specchio giungervi

vi vidi. Moltiplicatore di giornate afose,

 

infinito e blasfemo cerchio, pur di curvi

angoli oscuri  procreazione, specchio

dei miei inconsapevoli pensieri servi.

Ore 21.16 circa: La popolazione televisiva nazionale dovrebbe essersi svegliata dal lungo sonno dogmatico. Si indicono libere elezioni.”

… … …

Attilio Serpiotti era atterrito da quanto aveva letto. Era un programma di, di…dei terroristi!!! Tra i pensieri non fece mai capolino, neanche per un attimo, il dubbio che un terrorista serio, o quanto meno intelligente, non usufruirebbe mai di una copisteria del centro. Ma poi, del resto, le cose più nascoste, sono quasi sempre le più palesi, lo diceva anche Dupin. La dipendente della copisteria doveva aver sbagliato plico, gli avevano dato le fotocopie del gentil terrorista invece degli appunti della materia. Serpiotti era uno che, in fondo, aveva una certa sensibilità letteraria, se non proprio poetica. Dunque, in teoria, sarebbe dovuto essere d’accordo con quel piano eversivo letterario, che – sempre in fondo – era anche di risanamento generale. Invece corse fuori casa, per recarsi il prima possibile dai carabinieri. Forse era rimasto perplesso in merito alla scelta di quei letterati, intendo riguardo il fatto di aver già un designato-presidente. Chi era questo Carpocrate che si voleva imporre in tal guisa?

Ah, poveri illusi letterati, come sempre illusi. Poeti, scrittori, illusi, con la testa tra le nuvole, a chi si affidavano?

Correva, correva, sul marciapiede largo della Capitale. Attilio Serpiotti cercava un vigile, una pattuglia di carabinieri, della polizia, insomma qualcuno a cui riferire la sua scoperta e rivelare il progetto eversivo. Da lontano scorse un’insegna luminosa, azzurrognola…forse la questura?

In quel momento di dubbio, una serie di sette recidivi e devastanti fulmini lo colpì in pieno.

Data: Amarilli, 17,06, 2112

«Attilio Serpiotti», il professore chiamò «c’è Attilio Serpiotti?».

«Sì, professore, sono qui…», rispose il ragazzo.

«E allora venga a sedersi che facciamo l’esame…».

«Buongiorno professore…».

«Buongiorno Serpiotti, mi dia un documento. Vediamo, vediamo…mi parli di Ifigenia.».

«Sì, la sostituzione della vergine Ifigenia con la rappresentazione corporea d’una cerva, per mezzo del volere di Artemide, ebbe la sua ripetizione nella sostituzione vicendevole di Trotsky, in Messico, con il Rivelatore Quinto Valerio Sorano, quest’ultimo già a suo tempo sostituito ed in attesa, dopo la sua non del tutto svolta Rivelazione. In Sicilia la crocifissione fu subita da uno dei due, probabilmente il Rivoluzionario, ma la Dottrina si dibatte ancora sul punto. Questo, comunque, fu nient’altro che l’anticipazione della Crocifissione per antonomasia, sempre ammettendo che non si operarono ulteriori sostituzioni sul campo, cosa ben fondata per la numerosa setta di Ismaele. Questo stesso figlio di Abramo era in realtà stato designato per una fallita sostituzione, quella con il fratello Isacco. Tutti, ad ogni modo, hanno in comune una Rivelazione, persino Igifenia…»

«Va bene, va bene, basta così, le posso dare al massimo ventisette…lei non ha frequentato!».

«Accetto, accetto, come no? Va benissimo, grazie professore, buona giornata.».

Gaetano Celestre

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